Agosto, autostrada, trenta gradi abbondanti e una fila di auto che sembra non finire mai. Il climatizzatore è acceso, fuori l'asfalto ribolle e dopo un po' viene spontaneo guardare l'indicatore della temperatura del motore. A quel punto nasce il dubbio: tenere l'aria condizionata accesa rischia di far surriscaldare l'auto? Sarebbe meglio spegnerla?
La risposta breve è che un'auto in perfetta efficienza deve poter affrontare una coda con il climatizzatore acceso, anche in estate. Non c'è quindi motivo di trasformare preventivamente l'abitacolo in una sauna. Il discorso cambia se la temperatura del motore comincia realmente a salire oltre il normale.
Partiamo da una distinzione importante. Il motore di un'auto funziona normalmente a temperature che, al tatto, definiremmo molto elevate. Vedere l'indicatore raggiungere la normale temperatura di esercizio non significa quindi che il motore si stia surriscaldando.
Su molte automobili, una volta raggiunta la temperatura corretta, la lancetta rimane più o meno stabile nella zona centrale dello strumento. In altri modelli non esiste nemmeno un indicatore graduato e il conducente viene avvertito soltanto quando la temperatura diventa anomala.
Se sei fermo in coda e la temperatura rimane nella posizione abituale, puoi normalmente continuare a utilizzare il climatizzatore. È esattamente una delle condizioni per le quali l'impianto di raffreddamento dell'auto è stato progettato.
Quando accendi l'aria condizionata non stai semplicemente azionando una ventola. Entra in funzione il compressore del climatizzatore e il sistema deve anche smaltire il calore attraverso il condensatore, posizionato normalmente nella zona anteriore del veicolo, vicino al radiatore.
Questo significa che con il climatizzatore acceso il motore e il sistema di raffreddamento devono gestire un carico maggiore.
Durante la marcia normale non rappresenta generalmente un problema. L'aria attraversa naturalmente il frontale dell'auto e contribuisce al raffreddamento. In una coda quasi ferma, invece, questo flusso si riduce drasticamente e diventa fondamentale il lavoro delle elettroventole.
Se tutto funziona correttamente, nessun dramma. Se però la ventola è inefficiente, il radiatore è parzialmente ostruito, il liquido refrigerante è insufficiente o esiste già qualche problema al circuito, coda, caldo e climatizzatore possono far emergere una debolezza che fino a quel momento era rimasta nascosta.
Questo è probabilmente il punto più utile da ricordare. Non serve spegnere il climatizzatore ogni volta che incontri una coda in autostrada.
Se la temperatura del motore è stabile, non ci sono spie e l'auto non mostra comportamenti insoliti, puoi mantenere una temperatura confortevole nell'abitacolo. Anzi, nelle giornate più calde il climatizzatore contribuisce anche al benessere del conducente, evitando di guidare in condizioni di caldo eccessivo.
Tenere l'aria condizionata spenta per mezz'ora con 35 °C all'esterno solo per paura di surriscaldare un'auto che non presenta alcuna anomalia non offre un particolare vantaggio.
Lo scenario cambia quando noti che la temperatura sta superando il livello abituale. In quel momento spegnere il climatizzatore è una delle prime cose sensate da fare, perché permette di togliere un carico aggiuntivo al motore e al sistema di raffreddamento.
Non aspettarti però che il tasto A/C diventi una bacchetta magica. Se la temperatura continua a salire, significa che probabilmente esiste un problema che va oltre il climatizzatore.
In questo caso devi cercare di raggiungere, appena possibile, un punto nel quale fermarti in sicurezza. Se compare la spia rossa della temperatura, esce vapore dal vano motore o l'indicatore raggiunge una zona critica, continuare a guidare sperando che la temperatura scenda può trasformare un'anomalia dell'impianto di raffreddamento in un danno molto più serio.
Sembra quasi una battuta crudele: sei fermo sotto il sole d'agosto, il motore si scalda e qualcuno ti suggerisce di accendere il riscaldamento dell'abitacolo.
Eppure, su molte auto con motore termico, il principio ha una logica. Il riscaldamento dell'abitacolo sfrutta parte del calore del circuito di raffreddamento del motore. Impostare temporaneamente il riscaldamento al massimo può quindi contribuire a sottrarre una piccola quantità di calore al circuito.
Va però considerato per quello che è: un espediente temporaneo per guadagnare margine mentre cerchi un posto sicuro dove fermarti, non la soluzione a un motore che sta surriscaldando. Se la temperatura è realmente fuori controllo, non bisogna continuare il viaggio con il riscaldamento acceso pensando di aver risolto il problema.
Anche qui è facile esagerare nella direzione opposta. Spegnere e riaccendere manualmente il motore ogni trenta secondi non è necessariamente utile.
Le auto dotate di Start & Stop gestiscono autonomamente lo spegnimento quando le condizioni lo permettono e possono decidere di mantenere il motore acceso proprio quando, per esempio, la richiesta del climatizzatore o altri parametri lo rendono necessario.
Se invece sei completamente fermo per un periodo prolungato e il motore mostra una temperatura anomala, la priorità non dovrebbe essere capire come sopravvivere alla coda continuando il viaggio: devi capire se l'auto è ancora nelle condizioni di proseguire.
Quando un'auto si surriscalda con l'aria condizionata accesa, è facile dare la colpa proprio al climatizzatore. Ma un impianto di raffreddamento efficiente deve essere in grado di gestirlo.
Se il problema compare sistematicamente quando sei fermo nel traffico e scompare appena riprendi velocità, vale la pena controllare soprattutto elettroventola, radiatore, livello e condizioni del liquido refrigerante, termostato e funzionamento generale del circuito di raffreddamento.
Su Charlie24 abbiamo dedicato un approfondimento proprio a questo comportamento: puoi leggere perché l'auto si surriscalda in coda soprattutto d'estate, dove analizziamo le cause che tendono a emergere quando caldo e traffico mettono sotto pressione il sistema.
C'è una differenza enorme tra una lancetta che si è spostata leggermente dal suo valore abituale e una spia rossa della temperatura accompagnata da vapore, odore di liquido refrigerante o evidente perdita di potenza.
Nel secondo caso non vale la pena pensare: “mancano solo dieci chilometri”. Proprio quei dieci chilometri potrebbero essere sufficienti per aggravare il guasto.
Se riesci a raggiungere in sicurezza un'area di servizio o una piazzola, fermati. Non aprire immediatamente il tappo della vaschetta del refrigerante: un circuito surriscaldato può essere ancora in pressione e provocare la fuoriuscita di liquido o vapore bollente.
Quando l'auto non è più nelle condizioni di proseguire, puoi richiedere assistenza attraverso Charlie24. Sono disponibili, tra gli altri, il soccorso stradale Torino, il soccorso stradale Milano e il soccorso stradale Brescia.
La risposta può essere riassunta senza complicarla troppo: se il motore è alla sua normale temperatura, il climatizzatore può restare acceso. Essere fermi in una coda estiva non significa automaticamente dover rinunciare all'aria condizionata.
Se invece l'indicatore della temperatura comincia a salire oltre il normale, spegni il climatizzatore e osserva attentamente cosa succede. Il riscaldamento dell'abitacolo può essere utilizzato temporaneamente per aiutare a sottrarre calore, ma soltanto mentre cerchi un luogo sicuro in cui fermarti.
E se la temperatura continua a salire, compare una spia rossa o vedi vapore, il dubbio “clima acceso o spento?” passa in secondo piano: è arrivato il momento di fermare l'auto e capire perché il motore si sta surriscaldando.