Viaggio lungo con auto diesel: cosa fare se compare il problema del filtro antiparticolato

Se c'è un momento in cui non vorresti vedere accendersi una nuova spia sul cruscotto è durante un viaggio lungo con un'auto diesel. Sei magari in autostrada, hai ancora centinaia di chilometri davanti e compare il simbolo del filtro antiparticolato. La prima reazione è spesso una domanda: posso continuare oppure rischio di danneggiare il motore?

La risposta dipende da ciò che l'auto sta realmente segnalando. Una semplice richiesta di rigenerazione del filtro antiparticolato è molto diversa da una situazione in cui, insieme alla spia DPF o FAP, compaiono altre anomalie, perdita di potenza o messaggi di avaria motore.

Prima di tutto: a cosa serve il filtro antiparticolato?

Il filtro antiparticolato, spesso indicato come DPF e su alcuni veicoli come FAP, è installato sul sistema di scarico dei motori diesel per trattenere una parte delle particelle prodotte durante la combustione.

Il problema è intuitivo: un filtro che trattiene particelle prima o poi deve liberarsene. Per farlo, l'auto esegue periodicamente una rigenerazione, aumentando la temperatura dei gas di scarico fino a consentire la combustione della fuliggine accumulata.

Normalmente il conducente non deve fare nulla. Il processo viene gestito dall'elettronica dell'auto e può avvenire senza che chi guida se ne accorga.

Perché il problema compare soprattutto sulle auto utilizzate in città?

Il nemico del filtro antiparticolato non è necessariamente il numero di chilometri percorsi, ma come vengono percorsi.

Una diesel utilizzata prevalentemente per tragitti di pochi chilometri, con motore spesso freddo e continui stop-and-go, può avere maggiori difficoltà a completare le rigenerazioni. Il processo inizia, ma il conducente arriva a destinazione e spegne il motore prima che possa terminare.

Se questo comportamento si ripete frequentemente, la quantità di particolato presente nel filtro aumenta fino a quando l'auto può chiedere esplicitamente al conducente di intervenire attraverso una spia o un messaggio sul display.

Paradossalmente, quindi, un viaggio lungo può essere proprio la condizione favorevole per consentire al sistema di completare una normale rigenerazione, purché il filtro non abbia già raggiunto un livello di intasamento tale da richiedere un intervento in officina.

Si accende la spia DPF in autostrada: devi fermarti?

Non necessariamente. Una spia gialla del filtro antiparticolato, senza altre anomalie, può semplicemente indicare che il sistema necessita delle condizioni adatte per completare la rigenerazione.

È però fondamentale consultare le indicazioni specifiche del proprio veicolo. Non esiste un numero di giri, una velocità o una durata della rigenerazione che possa essere considerata corretta per qualsiasi automobile diesel.

Alcuni costruttori indicano di mantenere per un certo periodo una velocità costante; altri suggeriscono un determinato regime del motore. Sulle auto più recenti il display può fornire direttamente le istruzioni da seguire.

Il concetto corretto, quindi, non è “devo tirare il motore per pulire il DPF”. È piuttosto quello di creare, quando le condizioni della strada lo permettono, le condizioni di funzionamento previste dal costruttore affinché il sistema possa completare la rigenerazione.

Come capire se l'auto sta rigenerando

La rigenerazione non è sempre accompagnata da una spia. In alcuni veicoli puoi accorgertene osservando piccoli cambiamenti nel comportamento dell'auto.

Il regime del minimo può essere leggermente più alto del solito, lo Start & Stop può temporaneamente non funzionare, il consumo istantaneo può aumentare e le ventole di raffreddamento possono entrare in funzione anche quando apparentemente non ce ne sarebbe bisogno.

Potresti inoltre percepire un odore più caldo e acre proveniente dallo scarico. Non significa automaticamente che ci sia un guasto: durante la rigenerazione la temperatura del sistema di scarico aumenta proprio per consentire la combustione dei residui accumulati.

Se sei quasi arrivato, conviene spegnere subito il motore?

Se riconosci chiaramente che è in corso una rigenerazione e hai la possibilità di continuare a guidare in condizioni normali, può essere utile evitare di interromperla volontariamente e consentire al processo di terminare.

Questo non significa, naturalmente, continuare a guidare a qualsiasi costo. Se devi fermarti per sicurezza, fare rifornimento o perché sei arrivato a destinazione, non devi trasformare la rigenerazione in un'emergenza.

Il problema nasce soprattutto quando l'interruzione diventa un'abitudine: cinque minuti di tragitto, spegnimento, nuova partenza e nuova interruzione. È proprio l'utilizzo prevalentemente urbano e su brevi distanze a mettere più frequentemente in difficoltà il sistema.

Spia DPF e perdita di potenza: la situazione cambia

Un conto è la semplice spia del filtro, un altro è trovarsi con più spie accese, un messaggio di avaria e il motore che non risponde più normalmente all'acceleratore.

Quando l'accumulo diventa eccessivo, la centralina può limitare le prestazioni del motore per proteggerlo. È la cosiddetta modalità di emergenza o “recovery”. A quel punto, percorrere qualche chilometro in autostrada a un regime più elevato potrebbe non essere più sufficiente a risolvere il problema.

Potrebbe essere necessaria una diagnosi e, se le condizioni lo consentono, una rigenerazione forzata effettuata con attrezzatura professionale. In altri casi bisognerà individuare la causa che ha impedito al filtro di rigenerarsi correttamente.

Non sempre la colpa è del filtro

Questo è un dettaglio importante perché evita di spendere soldi sostituendo componenti senza aver individuato il vero problema.

Un DPF che continua a intasarsi può essere la conseguenza di un altro malfunzionamento. Un sensore di pressione differenziale difettoso, problemi all'EGR, anomalie dell'iniezione o altre condizioni possono interferire con il corretto processo di rigenerazione.

Anche una manutenzione non adeguata può contribuire. Sui motori dotati di filtro antiparticolato è particolarmente importante utilizzare l'olio con le specifiche previste dal costruttore, proprio perché il sistema di post-trattamento dei gas di scarico è sensibile ai residui prodotti dalla combustione.

Il livello del carburante può avere importanza

Un dettaglio poco conosciuto è che su alcuni veicoli la rigenerazione può non essere avviata quando il livello del carburante è troppo basso. La logica è semplice: durante il processo l'auto può utilizzare carburante aggiuntivo per aumentare la temperatura dei gas di scarico.

Affrontare un viaggio lungo costantemente in riserva non è quindi una grande strategia se il sistema sta cercando di effettuare una rigenerazione. Anche in questo caso, però, soglie e modalità dipendono dal modello.

Quando è meglio non continuare il viaggio

Se la spia rimane accesa nonostante tu abbia seguito correttamente la procedura prevista dal costruttore, oppure compaiono spia motore, messaggi di avaria, temperatura anomala o forte perdita di potenza, continuare per centinaia di chilometri nella speranza che il filtro “si pulisca da solo” non è una buona idea.

Un filtro sempre più ostruito può aumentare la contropressione allo scarico e portare il sistema a limitare ulteriormente le prestazioni. Quello che inizialmente poteva essere risolto con una normale rigenerazione può trasformarsi in un intervento decisamente più impegnativo.

Se l'auto non è più nelle condizioni di proseguire in sicurezza, Charlie24 consente di richiedere assistenza anche durante un viaggio. A seconda della zona in cui ti trovi puoi fare riferimento, ad esempio, al soccorso stradale Padova, al soccorso stradale Verona oppure al soccorso stradale Firenze.

La falsa cura del “tirare le marce”

Uno dei consigli più diffusi quando si parla di filtro antiparticolato è: “vai in autostrada e tira un po' le marce”. È una semplificazione che può essere fuorviante.

Per la rigenerazione serve raggiungere e mantenere determinate condizioni di temperatura e funzionamento, non maltrattare il motore. Accelerare inutilmente fino a regimi elevati o guidare in maniera aggressiva non garantisce affatto di risolvere il problema.

Molto più sensato è seguire le indicazioni riportate nel manuale dell'auto, mantenendo una guida regolare e compatibile con il traffico e con i limiti di velocità.

Il viaggio lungo può essere amico del diesel, ma non fa miracoli

Per un diesel moderno, percorrere periodicamente strade extraurbane o autostrade può creare condizioni favorevoli alla normale rigenerazione del filtro antiparticolato. È uno dei motivi per cui questo tipo di motorizzazione si trova generalmente più a suo agio con percorrenze medio-lunghe che con continui tragitti urbani di pochi chilometri.

Ma un viaggio lungo non può riparare un sensore guasto, risolvere qualsiasi anomalia del sistema di scarico o recuperare automaticamente un filtro ormai eccessivamente saturo.

Se durante il viaggio compare la spia DPF, quindi, niente panico e niente “sgasate terapeutiche”: controlla cosa indica esattamente il cruscotto, consulta le istruzioni previste per il tuo modello e osserva il comportamento dell'auto. Se la rigenerazione termina e la spia scompare, puoi normalmente proseguire. Se invece arrivano altri segnali d'allarme, è il momento di smettere di chiedere al filtro di risolversela da solo.